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lunedì 27 dicembre 2010
VUOI MIGLIORARE O RAGGIUNGERE UN OBIETTIVO? IO POSSO AIUTARTI
Una paura specifica ti blocca?
Vorresti raggiungere un obiettivo nella tua vita e non ci riesci?
Pensi di dover cambiare l’atteggiamento di qualcuno nei tuoi confronti, quando invece ti basta di modificare il modo di reagire di fronte ad esso?
Vuoi comunicare in maniera più efficace sul posto di lavoro o nella vita privata?
Sei demotivato?
Non riesci più a rilassarti?
Chiamami o scrivimi, ed insieme stabiliremo la strategia migliore per raggiungere il tuo scopo……!
tuttodiplus@hotmail.it
338/1755221
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domenica 17 gennaio 2010
I PENSIERI POSITIVI E QUELLI NEGATIVI
Leggete con attenzione questo post: cercate di scoprire i pensieri negativi che sono in voi e da oggi in poi riconosceteli come tali, quindi come UNA VISIONE PARZIALE E NON VERITIERA della vostra vita.
Provate poi ad avvicendarli con alcuni più funzionali.
PENSIERI NEGATIVI CHE CONDIZIONANO SPIACEVOLMENTE LA NOSTRA VITA:
- Inadeguato senso di sè, nessuno mi vuole e allora io mi ritiro, dentro di me c’è solo terrore ed odio, non posso permettermi di sentire.
- Senso di dipendenza, non mi lasciare, ti prego aiutami, mi devi aiutare, da solo non ce la farò mai.
- Io ho problemi, sono fragile e debole, quindi tu devi occuparti di me; vorrei ma non riesco.
- Vuoto, tristezza, negazione dei sentimenti. Non ho bisogno di nessuno. Sto bene così, sono il più forte.
- Comando io, non mi fido, non sbaglio mai, ho tutto sotto controllo. Orgoglio, prepotenza, sopraffazione, presunzione, sottomissione, provocazione, compiacenza.
- Come sono sfortunato, non dipende da me ma dagli altri, dalla mamma che ho avuto, dal papà, mi hanno fatto sempre sentire in colpa quando ero felice, non ho amici, ho il malocchio, mi hanno fatto una fattura, vittimismo, remissività, lamento. Ti compiaccio perchè tu non ti accorda della negatività che nutro nei tuoi confronti. Ti provoco perchè tu sia aggressivo ed io possa reagire.
- Io non mi piego, se mi lasciassi andare tu mi riterresti uno stupido, se cedessi perderei la mia libertà: ostinazione, controllo.
PENSIERI POSITIVI DETERMINATI E CHE DETERMINANO LA NOSTRA ATTIVITA’ MENTALE SUPERIORE
- Io sono un essere umano che vuole e che può. Esisto ed ho il diritto di esistere! Ho fiducia in me stesso.
- Ho bisogno dell’altro. Esprimo il mio bisogno. Ho fiducia nell’altro, sono disponibile. Siamo anelli di una catena, siamo onde di uno stesso mare.
- Io sono io e tu sei tu. Io non sono te e tu non sei me. Tu inizi dove io finisco, tu finisci dove io inizio. Io voglio entrare in contatto con te. Io ti rispetto e tu mi rispetti.
- Io dico di si quando è si, e di no quando è no: sono in grado di effettuare questa scelta! Io sono solo responsabile dei miei si e dei miei no.
- Io ho il diritto di partire da me stesso, dalla mia verità, di sentire ciò che sento, voglio muovermi liberamente verso la soddisfazione dei miei bisogni e posso farlo. Ho diritto ad essere nel Mondo con i miei bisogni e la mia autonomia, libero di essere indipendente ed allo stesso tempo di fondermi con il tutto che mi circonda, di amare e coinvolgermi, di tendere verso gli altri e di ritirarmi in me stesso, di esprimermi e realizzare la mia vera natura, il Sé.
Provate poi ad avvicendarli con alcuni più funzionali.
PENSIERI NEGATIVI CHE CONDIZIONANO SPIACEVOLMENTE LA NOSTRA VITA:
- Inadeguato senso di sè, nessuno mi vuole e allora io mi ritiro, dentro di me c’è solo terrore ed odio, non posso permettermi di sentire.
- Senso di dipendenza, non mi lasciare, ti prego aiutami, mi devi aiutare, da solo non ce la farò mai.
- Io ho problemi, sono fragile e debole, quindi tu devi occuparti di me; vorrei ma non riesco.
- Vuoto, tristezza, negazione dei sentimenti. Non ho bisogno di nessuno. Sto bene così, sono il più forte.
- Comando io, non mi fido, non sbaglio mai, ho tutto sotto controllo. Orgoglio, prepotenza, sopraffazione, presunzione, sottomissione, provocazione, compiacenza.
- Come sono sfortunato, non dipende da me ma dagli altri, dalla mamma che ho avuto, dal papà, mi hanno fatto sempre sentire in colpa quando ero felice, non ho amici, ho il malocchio, mi hanno fatto una fattura, vittimismo, remissività, lamento. Ti compiaccio perchè tu non ti accorda della negatività che nutro nei tuoi confronti. Ti provoco perchè tu sia aggressivo ed io possa reagire.
- Io non mi piego, se mi lasciassi andare tu mi riterresti uno stupido, se cedessi perderei la mia libertà: ostinazione, controllo.
PENSIERI POSITIVI DETERMINATI E CHE DETERMINANO LA NOSTRA ATTIVITA’ MENTALE SUPERIORE
- Io sono un essere umano che vuole e che può. Esisto ed ho il diritto di esistere! Ho fiducia in me stesso.
- Ho bisogno dell’altro. Esprimo il mio bisogno. Ho fiducia nell’altro, sono disponibile. Siamo anelli di una catena, siamo onde di uno stesso mare.
- Io sono io e tu sei tu. Io non sono te e tu non sei me. Tu inizi dove io finisco, tu finisci dove io inizio. Io voglio entrare in contatto con te. Io ti rispetto e tu mi rispetti.
- Io dico di si quando è si, e di no quando è no: sono in grado di effettuare questa scelta! Io sono solo responsabile dei miei si e dei miei no.
- Io ho il diritto di partire da me stesso, dalla mia verità, di sentire ciò che sento, voglio muovermi liberamente verso la soddisfazione dei miei bisogni e posso farlo. Ho diritto ad essere nel Mondo con i miei bisogni e la mia autonomia, libero di essere indipendente ed allo stesso tempo di fondermi con il tutto che mi circonda, di amare e coinvolgermi, di tendere verso gli altri e di ritirarmi in me stesso, di esprimermi e realizzare la mia vera natura, il Sé.
lunedì 21 settembre 2009
NON C'E' PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE
Spesso passiamo buona parte della giornata a lamentarci della sfortuna avuta in alcune situazioni della vita, e ad attribuire le nostre mancanze a circostanze non dipendenti dalla nostra volontà.
Con l’ausilio della programmazione neuro-linguistica possiamo lavorare per eliminare questo meccanismo distorto e cominciare ad agire per la nostra crescita personale.
Per carattere, sono contrario a qualunque forma di generalizzazione, e quindi è chiaro che non voglio affermare che siamo tutti e sempre delle finte vittime, perchè ci sono circostanze negative che possono averci segnato profondamente, sia fisicamente che spiritualmente, rendendo magari la nostra situazione di “partenza” differente da quella della maggior parte delle altre persone.
Però tutti, e proprio tutti, abbiamo le forze e le qualità necessarie per migliorare la nostra vita, rispetto a com’è oggi. In quale modo? Seguendo il flusso PENSIERI, LINGUAGGIO, AZIONE.
Semplificando molto il discorso, che verrà approfondito nei post successivi, il nostro compito principale prevederà la modifica degli schemi mentali, qualora fossero pessimistici sulle nostre qualità, attraverso una serie di esercizi che ci porteranno a modificare l'autostima ed il linguaggio che utilizziamo con noi stessi (“Se non credi in te stesso, potranno mai crederci gli altri?”), e con gli altri, e di conseguenza si arriverà al terzo e decisivo passaggio.
E' possibile con un intenso lavoro cognitivo, modificare il proprio umore e la propria vitalità, ma se poi queste nuove situazioni psicologiche non vengono utilizzate per attuare significativi cambiamenti comportamentali, le nostre vite non subiranno nessuna evoluzione (“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”).
Il primo invito è quello di smettere di rinviare a domani tutti i buoni propositi o intenzioni che spesso ci facciamo, ma che alla fine dei conti restano tali......Per fare qualche esempio, il “Domani inizierò a correre”, “Domani inizierò a studiare quella cosa”, “Domani chiederò di uscire a quella ragazza che mi piace”, devono diventare: “Oggi inizio a correre”, “Oggi inizio a studiare quella cosa”, “Oggi chiedo di uscire a quella ragazza che mi piace” (“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”).
Alcuni anni fa, nella mia prima esperienza lavorativa post-laurea, un collega che si occupava della formazione dei nuovi dipendenti ci raccontò che non riusciva ad iniziare la dieta che da mesi si era proposto di fare, nonostante avesse addirittura appeso al muro della sua camera da letto questa frase: “Domani inizio la dieta”, che era la prima cosa che vedeva quando la mattina apriva gli occhi.
A distanza di anni, e con le conoscenze di coaching recepite, ho pensato e ripensato a quella frase, ed ho compreso come essa fosse effettivamente una delle cause che distoglievano il mio collega dal portare a compimento quel proposito tanto desiderato, nell’immediato. Il cervello infatti lo programmiamo con le nostre azioni, il nostro linguaggio ed i nostri pensieri.
Ovviamente non era soltanto quella frase a condurlo a rinvii quotidiani, ma anche le tante giustificazioni, che tornando agli esempi di prima possono essere :”Oggi fa troppo freddo per andare a correre”, “Oggi sono troppo stanco per iniziare a studiare quell’argomento”, “E' troppo bella per me, è inutile provarci”.
Liberiamoci da queste ancore negative, non rimandando più la nostra crescita personale, ma affrontandola OGGI stesso, con un sano OTTIMISMO!!!!
Con l’ausilio della programmazione neuro-linguistica possiamo lavorare per eliminare questo meccanismo distorto e cominciare ad agire per la nostra crescita personale.
Per carattere, sono contrario a qualunque forma di generalizzazione, e quindi è chiaro che non voglio affermare che siamo tutti e sempre delle finte vittime, perchè ci sono circostanze negative che possono averci segnato profondamente, sia fisicamente che spiritualmente, rendendo magari la nostra situazione di “partenza” differente da quella della maggior parte delle altre persone.
Però tutti, e proprio tutti, abbiamo le forze e le qualità necessarie per migliorare la nostra vita, rispetto a com’è oggi. In quale modo? Seguendo il flusso PENSIERI, LINGUAGGIO, AZIONE.
Semplificando molto il discorso, che verrà approfondito nei post successivi, il nostro compito principale prevederà la modifica degli schemi mentali, qualora fossero pessimistici sulle nostre qualità, attraverso una serie di esercizi che ci porteranno a modificare l'autostima ed il linguaggio che utilizziamo con noi stessi (“Se non credi in te stesso, potranno mai crederci gli altri?”), e con gli altri, e di conseguenza si arriverà al terzo e decisivo passaggio.
E' possibile con un intenso lavoro cognitivo, modificare il proprio umore e la propria vitalità, ma se poi queste nuove situazioni psicologiche non vengono utilizzate per attuare significativi cambiamenti comportamentali, le nostre vite non subiranno nessuna evoluzione (“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”).
Il primo invito è quello di smettere di rinviare a domani tutti i buoni propositi o intenzioni che spesso ci facciamo, ma che alla fine dei conti restano tali......Per fare qualche esempio, il “Domani inizierò a correre”, “Domani inizierò a studiare quella cosa”, “Domani chiederò di uscire a quella ragazza che mi piace”, devono diventare: “Oggi inizio a correre”, “Oggi inizio a studiare quella cosa”, “Oggi chiedo di uscire a quella ragazza che mi piace” (“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”).
Alcuni anni fa, nella mia prima esperienza lavorativa post-laurea, un collega che si occupava della formazione dei nuovi dipendenti ci raccontò che non riusciva ad iniziare la dieta che da mesi si era proposto di fare, nonostante avesse addirittura appeso al muro della sua camera da letto questa frase: “Domani inizio la dieta”, che era la prima cosa che vedeva quando la mattina apriva gli occhi.
A distanza di anni, e con le conoscenze di coaching recepite, ho pensato e ripensato a quella frase, ed ho compreso come essa fosse effettivamente una delle cause che distoglievano il mio collega dal portare a compimento quel proposito tanto desiderato, nell’immediato. Il cervello infatti lo programmiamo con le nostre azioni, il nostro linguaggio ed i nostri pensieri.
Ovviamente non era soltanto quella frase a condurlo a rinvii quotidiani, ma anche le tante giustificazioni, che tornando agli esempi di prima possono essere :”Oggi fa troppo freddo per andare a correre”, “Oggi sono troppo stanco per iniziare a studiare quell’argomento”, “E' troppo bella per me, è inutile provarci”.
Liberiamoci da queste ancore negative, non rimandando più la nostra crescita personale, ma affrontandola OGGI stesso, con un sano OTTIMISMO!!!!
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giovedì 2 luglio 2009
TIRIAMO LE SOMME
Un primo periodo della nostro percorso è passato, è giusto ribadire quello che abbiamo imparato:
- Ognuno di noi rappresenta qualcosa di unico, che ha al suo interno un qualcosa di Divino.
- La nostra importanza è raffigurata sempre da quello che siamo, non da quello che facciamo. Il giudizio degli altri, gli eventi, sono sempre qualcosa di esterno che non possono intaccare in nessun modo il nostro valore, in quanto esseri umani unici.
- Bisogna rapportarci agli altri sempre in maniera positiva e costruttiva, partendo dalla consapevolezza che noi valiamo e che in qualunque altra persona, anche la peggiore, c’è qualcosa di buono che ci arricchirà. Bisogna imparare ad essere assertivi in più situazioni possibili della nostra vita.
- La nostra gestualità ed il modo di comunicare sono lo specchio incontrovertibile di come vediamo noi stessi (spesso in maniera sbagliata).
- La forza di volontà e l’impegno per lavorare e migliorare noi stessi, non devono mancare mai, ogni giorno della nostra vita.
- Imparare a premiarci per ogni successo, anche piccolo, nella nostra vita quotidiana, è una strategia vincente.
- Porsi degli obiettivi precisi, non irrealizzabili, ma neanche mediocri, e lavorare su di essi, può aiutarci tantissimo a migliorare.
- I pensieri negativi sono una rappresentazione parziale e distorta della realtà. Bisogna accettarli per il loro reale significato e non scacciarli via, perché potrebbero saltare fuori ancora più potenti quando meno ce lo aspettiamo.
- Il rilassamento e la meditazione ci aiutano ad affrontare il percorso di miglioramento personale in maniera più agevole, perché ci avvicinano a quella parte interiore dove nessun altro ha accesso, oltre a Dio ed a noi stessi.
- Il respiro è vita, impariamo ad ascoltare la nostra respirazione ed a utilizzarla più volte che possiamo (un respiro in più è sempre meglio di uno in meno).
- Ogni essere umano ha delle potenzialità enormi, la differenza la fanno la capacità di trasformare queste ultime (che spesso erroneamente noi ignoriamo di avere), in azioni concrete e su quelle capacità dobbiamo lavorare.
- L’eccellenza è lo stato più alto a cui ognuno di noi, e ribadisco, “ognuno di noi”, può arrivare. L’eccellenza non è altro che l’essere felici con quello che si ha a disposizione.
- L’autostima è la prima condizione indispensabile per raggiungere uno stato di eccellenza.
- L’indipendenza psicologica dai giudizi degli altri è la prima condizione per acquisire autostima.
- Mai scappare di fronte ad un problema.
- Ognuno di noi rappresenta qualcosa di unico, che ha al suo interno un qualcosa di Divino.
- La nostra importanza è raffigurata sempre da quello che siamo, non da quello che facciamo. Il giudizio degli altri, gli eventi, sono sempre qualcosa di esterno che non possono intaccare in nessun modo il nostro valore, in quanto esseri umani unici.
- Bisogna rapportarci agli altri sempre in maniera positiva e costruttiva, partendo dalla consapevolezza che noi valiamo e che in qualunque altra persona, anche la peggiore, c’è qualcosa di buono che ci arricchirà. Bisogna imparare ad essere assertivi in più situazioni possibili della nostra vita.
- La nostra gestualità ed il modo di comunicare sono lo specchio incontrovertibile di come vediamo noi stessi (spesso in maniera sbagliata).
- La forza di volontà e l’impegno per lavorare e migliorare noi stessi, non devono mancare mai, ogni giorno della nostra vita.
- Imparare a premiarci per ogni successo, anche piccolo, nella nostra vita quotidiana, è una strategia vincente.
- Porsi degli obiettivi precisi, non irrealizzabili, ma neanche mediocri, e lavorare su di essi, può aiutarci tantissimo a migliorare.
- I pensieri negativi sono una rappresentazione parziale e distorta della realtà. Bisogna accettarli per il loro reale significato e non scacciarli via, perché potrebbero saltare fuori ancora più potenti quando meno ce lo aspettiamo.
- Il rilassamento e la meditazione ci aiutano ad affrontare il percorso di miglioramento personale in maniera più agevole, perché ci avvicinano a quella parte interiore dove nessun altro ha accesso, oltre a Dio ed a noi stessi.
- Il respiro è vita, impariamo ad ascoltare la nostra respirazione ed a utilizzarla più volte che possiamo (un respiro in più è sempre meglio di uno in meno).
- Ogni essere umano ha delle potenzialità enormi, la differenza la fanno la capacità di trasformare queste ultime (che spesso erroneamente noi ignoriamo di avere), in azioni concrete e su quelle capacità dobbiamo lavorare.
- L’eccellenza è lo stato più alto a cui ognuno di noi, e ribadisco, “ognuno di noi”, può arrivare. L’eccellenza non è altro che l’essere felici con quello che si ha a disposizione.
- L’autostima è la prima condizione indispensabile per raggiungere uno stato di eccellenza.
- L’indipendenza psicologica dai giudizi degli altri è la prima condizione per acquisire autostima.
- Mai scappare di fronte ad un problema.
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lunedì 22 giugno 2009
PREMESSE PER UN RAPPORT APPAGANTE: PARTE 3/3
Concludiamo il nostro importante discorso con il riepilogo di tutti e tre i passaggi che troverete qui sotto ( i tre link agli esercizi). E' fondamentale almeno riuscire, in ordine cronologico, a realizzare i primi due step, per ottenere un miglioramento di noi stessi, e cominciare a relazionarci con le altre persone in maniera maggiormente soddisfacente, ma non è proibitivo raggiungere anche il terzo gradino.....
Vi chiedo la cortesia di rileggere i tre articoli con la massima attenzione.
FASE 1 - STARE IN PACE CON SE' STESSI ED ESSERE TRANQUILLI
http://benessereinterno.blogspot.com/2009/06/premesse-per-un-rapport-appagante-parte.html
FASE 2 - DEPOTENZIAMENTO DEI PENSIERI NEGATIVI
http://benessereinterno.blogspot.com/2009/06/premesse-per-un-rapport-appagante-parte_13.html
FASE 3 - RAGGIUNGERE LO STATO DI ECCELLENZA
http://benessereinterno.blogspot.com/2009/03/esercizio-esperienziale-nr-1-recupero.html
Vi chiedo la cortesia di rileggere i tre articoli con la massima attenzione.
FASE 1 - STARE IN PACE CON SE' STESSI ED ESSERE TRANQUILLI
http://benessereinterno.blogspot.com/2009/06/premesse-per-un-rapport-appagante-parte.html
FASE 2 - DEPOTENZIAMENTO DEI PENSIERI NEGATIVI
http://benessereinterno.blogspot.com/2009/06/premesse-per-un-rapport-appagante-parte_13.html
FASE 3 - RAGGIUNGERE LO STATO DI ECCELLENZA
http://benessereinterno.blogspot.com/2009/03/esercizio-esperienziale-nr-1-recupero.html
sabato 13 giugno 2009
PREMESSE PER UN RAPPORT APPAGANTE: PARTE 2/3
Per togliere valore e forza ai pensieri negativi, non scacciamoli, perché ci farebbe solo male una forzatura del genere: i pensieri resterebbero ed uscirebbero fuori tutti insieme quando meno ce lo aspettiamo....
Proviamo allora insieme a fare questo esercizio:
1) Immaginiamo VIVIDAMENTE di immergerci sott’acqua, e con tutto il fiato a disposizione soffiamo fino a gonfiare un palloncino che si trasformi in bolla.........
2) Rappresentiamo nella nostra mente tutti i pensieri negativi come qualcosa di materiale che vada ad inserirsi nella bolla……fare attenzione a che tutti, ed intendo proprio tutti i pensieri negativi, possano entrare nella bolla.
3) La bolla sale, sale piano.…fino a raggiungere la superficie dove, a contatto con l’aria, scoppierà, con tutti i nostri pensieri negativi al suo interno.
4) Immaginare di restare sott’acqua con accanto soltanto i pensieri positivi e pian pianino risalire in superficie, dove ora i pensieri negativi riappariranno, ma dopo l’esplosione precedente, essi potranno essere osservati con spirito diverso, mettendo al centro dell’attenzione sempre e soltanto noi stessi, essenza di qualcosa che non può essere scalfita da alcunchè che viene e rimane sempre e comunque fuori da noi, senza mai entrare.
La prossima lezione riunirà i tre passaggi fondamentali che abbiamo esaminato, per instaurare le basi che ci porteranno ad avviare rapporti soddisfacenti con il Mondo che ci circonda..................
Proviamo allora insieme a fare questo esercizio:
1) Immaginiamo VIVIDAMENTE di immergerci sott’acqua, e con tutto il fiato a disposizione soffiamo fino a gonfiare un palloncino che si trasformi in bolla.........
2) Rappresentiamo nella nostra mente tutti i pensieri negativi come qualcosa di materiale che vada ad inserirsi nella bolla……fare attenzione a che tutti, ed intendo proprio tutti i pensieri negativi, possano entrare nella bolla.
3) La bolla sale, sale piano.…fino a raggiungere la superficie dove, a contatto con l’aria, scoppierà, con tutti i nostri pensieri negativi al suo interno.
4) Immaginare di restare sott’acqua con accanto soltanto i pensieri positivi e pian pianino risalire in superficie, dove ora i pensieri negativi riappariranno, ma dopo l’esplosione precedente, essi potranno essere osservati con spirito diverso, mettendo al centro dell’attenzione sempre e soltanto noi stessi, essenza di qualcosa che non può essere scalfita da alcunchè che viene e rimane sempre e comunque fuori da noi, senza mai entrare.
La prossima lezione riunirà i tre passaggi fondamentali che abbiamo esaminato, per instaurare le basi che ci porteranno ad avviare rapporti soddisfacenti con il Mondo che ci circonda..................
domenica 7 giugno 2009
PREMESSE PER UN RAPPORT APPAGANTE: PARTE 1/3
Per instaurare rapporti soddisfacenti sono necessarie tre condizioni fondamentali:
1) stare in pace con sè stessi ed essere tranquilli;
2) depotenziare i pensieri negativi;
3) raggiungere uno stato di eccellenza.
Il passaggio numero tre è già stato analizzato nel post sull'esercizio esperienzale di recupero risorse. Ovviamente quello è un esercizio che si può sviluppare con risultati maggiormente apprezzabili se ci sentiamo già bene con noi stessi, in caso contrario è necessario prima affrontare i due passaggi precedenti.
Allora cominciamo:
1) STARE IN PACE CON SE' STESSI ED ESSERE TRANQUILLI
Per raggiungere tale condizione è importante fare questo esercizio molto breve, in maniera continuativa nel tempo......
Leggete bene tutti i passaggi (è un pò lungo, ma ne vale assolutamente la pena!), senza sottovalutarne alcuno, pena la perdita di efficacia dell'esercizio stesso.
Posizione sdraiata (su un letto o lettino):
• Mani poggiano passivamente col palmo sul letto.
• Gambe leggermente divaricate, con le punte dei piedi rivolte verso l’esterno.
• Testa, spalle, tronco, braccia e gambe devono avere una posizione simmetrica.
In posizione supina si cerca di ottenere un generico stato d’animo di fiducioso abbandono. Immaginare la pesantezza del proprio corpo, vorrà dire crearla e determinare il rilassamento muscolare, che è il contrario della tensione e dell’ansia.
In questa seduta si allena ad immaginare la formula immaginativa “Io sono perfettamente calmo”.
Fasi dell'esercizio:
1. Sciogliere i muscoli prima di cominciare (molto importante altrimenti la tensione muscolare può inficiare il buon risultato della seduta):
• scuotere i muscoli degli arti inferiori (saltellini);
• scuotere i muscoli degli arti superiori;
• girare testa a dx e a sx;
• ruotare bacino;
• sollevare le spalle e lasciarle cadere passivamente.
2. Mettersi in posizione comoda e rilassata.
3. Assumere un atteggiamento psicologico di calma e rilassamento.
4. Chiudere gli occhi.
5. Ripetersi a mente, circa 5 volte in tutto (non occorre contare), una volta ogni circa 30 secondi, senza cronometrare la frase: “Sono calmo, sereno, piacevolmente rilassato”.
6. Ora immaginate la frase “Io sono perfettamente calmo” (per 1 minuto: bisognerebbe personalizzare questa parte immaginando la frase come meglio si crede, es. scritta nel cielo, cantata in una canzone ecc. nel modo che più ci piace).
7. Fare caso all’ipotonia (rilassamento) dei nostri muscoli, a livello mentale, senza muoversi.
8. Ripetersi a mente 5 volte in tutto la frase, una volta ogni 30 secondi: “Sono calmo, sereno, piacevolmente rilassato”.
9. Fare gli esercizi di ripresa con calma e senza fretta:
• aprire e chiudere con energia la mano dx, distendere e piegare energicamente il braccio dx;
• aprire e chiudere con energia la mano sx, distendere e piegare energicamente il braccio sx;
• respirare profondamente e lentamente 4 o 5 volte;
• aprire gli occhi.
10. Aspettare un po’ prima di alzarsi. Alzarsi delicatamente, senza fretta, con calma.
11. Farsi un resoconto finale richiamando alla mente quanto è avvenuto a livello fisico e psicologico durante l’esercizio.
L’esercizio va eseguito 1-3 volte al giorno, per 5-12 minuti. Farlo meno di 3 volte a settimana ne fa perdere totalmente potere e validità. Non superare mai i 15 minuti a seduta.
E' importante inoltre:
1) Non forzare nulla e non sforzarsi in alcun modo a farlo, è una cosa naturale, e deve servire proprio per mettersi in un atteggiamento di passività ed a lasciare andare pensieri, ansie, tensioni, preoccupazioni, domande ossessive.
2) Se mentre lo si fa arrivassero pensieri intrusivi, semplicemente osservarli da testimone e lasciarli andare o stare, senza tentare di rimuoverli. Semplicemente e dolcemente, spostare l’attenzione sulla pratica meditativa.
3) Va lasciata passare almeno mezz'ora da una seduta di esercizio all'altra.
4) Meglio praticare l’esercizio sempre nello stesso posto tranquillo e silenzioso, sdraiati, con luce soffusa.
5) Subito dopo la pratica cercare di rimanere calmi e tranquilli per almeno 10 minuti, per far sedimentare i risultati di essa.
6) Quando ci si rialza dal letto si è in genere molto rilassati, per cui se si hanno problemi di pressione bassa fare attenzione ad alzarsi con la dovuta calma per evitare svenimenti.
Possono sembrare tante operazioni, ma una volta capito, l'esercizio diventerà automatico in tutte le sue componenti!
A presto per la conquista ed il soddisfacimento della condizione numero due........:)
1) stare in pace con sè stessi ed essere tranquilli;
2) depotenziare i pensieri negativi;
3) raggiungere uno stato di eccellenza.
Il passaggio numero tre è già stato analizzato nel post sull'esercizio esperienzale di recupero risorse. Ovviamente quello è un esercizio che si può sviluppare con risultati maggiormente apprezzabili se ci sentiamo già bene con noi stessi, in caso contrario è necessario prima affrontare i due passaggi precedenti.
Allora cominciamo:
1) STARE IN PACE CON SE' STESSI ED ESSERE TRANQUILLI
Per raggiungere tale condizione è importante fare questo esercizio molto breve, in maniera continuativa nel tempo......
Leggete bene tutti i passaggi (è un pò lungo, ma ne vale assolutamente la pena!), senza sottovalutarne alcuno, pena la perdita di efficacia dell'esercizio stesso.
Posizione sdraiata (su un letto o lettino):
• Mani poggiano passivamente col palmo sul letto.
• Gambe leggermente divaricate, con le punte dei piedi rivolte verso l’esterno.
• Testa, spalle, tronco, braccia e gambe devono avere una posizione simmetrica.
In posizione supina si cerca di ottenere un generico stato d’animo di fiducioso abbandono. Immaginare la pesantezza del proprio corpo, vorrà dire crearla e determinare il rilassamento muscolare, che è il contrario della tensione e dell’ansia.
In questa seduta si allena ad immaginare la formula immaginativa “Io sono perfettamente calmo”.
Fasi dell'esercizio:
1. Sciogliere i muscoli prima di cominciare (molto importante altrimenti la tensione muscolare può inficiare il buon risultato della seduta):
• scuotere i muscoli degli arti inferiori (saltellini);
• scuotere i muscoli degli arti superiori;
• girare testa a dx e a sx;
• ruotare bacino;
• sollevare le spalle e lasciarle cadere passivamente.
2. Mettersi in posizione comoda e rilassata.
3. Assumere un atteggiamento psicologico di calma e rilassamento.
4. Chiudere gli occhi.
5. Ripetersi a mente, circa 5 volte in tutto (non occorre contare), una volta ogni circa 30 secondi, senza cronometrare la frase: “Sono calmo, sereno, piacevolmente rilassato”.
6. Ora immaginate la frase “Io sono perfettamente calmo” (per 1 minuto: bisognerebbe personalizzare questa parte immaginando la frase come meglio si crede, es. scritta nel cielo, cantata in una canzone ecc. nel modo che più ci piace).
7. Fare caso all’ipotonia (rilassamento) dei nostri muscoli, a livello mentale, senza muoversi.
8. Ripetersi a mente 5 volte in tutto la frase, una volta ogni 30 secondi: “Sono calmo, sereno, piacevolmente rilassato”.
9. Fare gli esercizi di ripresa con calma e senza fretta:
• aprire e chiudere con energia la mano dx, distendere e piegare energicamente il braccio dx;
• aprire e chiudere con energia la mano sx, distendere e piegare energicamente il braccio sx;
• respirare profondamente e lentamente 4 o 5 volte;
• aprire gli occhi.
10. Aspettare un po’ prima di alzarsi. Alzarsi delicatamente, senza fretta, con calma.
11. Farsi un resoconto finale richiamando alla mente quanto è avvenuto a livello fisico e psicologico durante l’esercizio.
L’esercizio va eseguito 1-3 volte al giorno, per 5-12 minuti. Farlo meno di 3 volte a settimana ne fa perdere totalmente potere e validità. Non superare mai i 15 minuti a seduta.
E' importante inoltre:
1) Non forzare nulla e non sforzarsi in alcun modo a farlo, è una cosa naturale, e deve servire proprio per mettersi in un atteggiamento di passività ed a lasciare andare pensieri, ansie, tensioni, preoccupazioni, domande ossessive.
2) Se mentre lo si fa arrivassero pensieri intrusivi, semplicemente osservarli da testimone e lasciarli andare o stare, senza tentare di rimuoverli. Semplicemente e dolcemente, spostare l’attenzione sulla pratica meditativa.
3) Va lasciata passare almeno mezz'ora da una seduta di esercizio all'altra.
4) Meglio praticare l’esercizio sempre nello stesso posto tranquillo e silenzioso, sdraiati, con luce soffusa.
5) Subito dopo la pratica cercare di rimanere calmi e tranquilli per almeno 10 minuti, per far sedimentare i risultati di essa.
6) Quando ci si rialza dal letto si è in genere molto rilassati, per cui se si hanno problemi di pressione bassa fare attenzione ad alzarsi con la dovuta calma per evitare svenimenti.
Possono sembrare tante operazioni, ma una volta capito, l'esercizio diventerà automatico in tutte le sue componenti!
A presto per la conquista ed il soddisfacimento della condizione numero due........:)
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